Sia la giornata della legalità e della vera lotta alla mafia, non dell’ipocrisia
Combattere contro la Mafia significa anche lottare a favore della giustizia sociale per tutti i cittadini, affinché non si debbano piegare per diritti che dovrebbero essere dovuti per legge. La lotta alla mafia non può essere confusa con una legalità da azzeccagarbugli o con il rigido rispetto di regole che tutelano solo lo status quo

Sia la giornata della legalità e della vera lotta alla mafia, non dell’ipocrisia
Combattere contro la Mafia significa anche lottare a favore della giustizia sociale per tutti i cittadini, affinché non si debbano piegare per diritti che dovrebbero essere dovuti per legge. La lotta alla mafia non può essere confusa con una legalità da azzeccagarbugli o con il rigido rispetto di regole che tutelano solo lo status quo

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Il 23 maggio ricorre l’anniversario della strage di Capaci, in cui Cosa Nostra uccise barbaramente Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. È giusto commemorare le vittime di mafia e ricordare sempre cosa la mafia ha fatto a uomini onesti (come Pio La Torre, Giancarlo Siani, Salvatore Carnevale, e molti altri), che hanno tentato di estirpare questo cancro e di difendere i diritti dei cittadini e dei lavoratori. Ma la lotta alla mafia non si può fare solo con commemorazioni, ma, come diceva Pippo Fava, anche educando i giovani a non scendere a compromessi per ottenere un loro diritto, ad opporsi al clientelismo e ai favoritismi. È necessaria una rivoluzione culturale per opporsi alla “montagna di merda”, come la definiva Peppino Impastato.
FRANCESCO CARINI – 22/05/2020

38 anni fa veniva ucciso Pio La Torre: simbolo di un’attività politica e sindacale che ha combattuto davvero la Mafia
Nella sua attività con il PCI e la CGIL ha lottato a favore dei deboli contro crimine organizzato e malaffare, rappresentando un orgoglio non solo per una parte della Sinistra, ma per la Sicilia e l’Italia onesta

38 anni fa veniva ucciso Pio La Torre: simbolo di un’attività politica e sindacale che ha combattuto davvero la Mafia
Nella sua attività con il PCI e la CGIL ha lottato a favore dei deboli contro crimine organizzato e malaffare, rappresentando un orgoglio non solo per una parte della Sinistra, ma per la Sicilia e l’Italia onesta

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Pio La Torre è uno fra i più grandi sindacalisti e politici italiani, simbolo di lotta alla Mafia e alle diseguaglianze sociali ed economiche. Si è opposto al crimine organizzato sin da giovane, difendendo i diritti delle fasce svantaggiate e povere della popolazione. A lui si deve l’introduzione del 416/bis nel codice penale (reato di associazione per delinquere di stampo mafioso). Fu ucciso dalla Mafia il 30 aprile del 1982.
FRANCESCO CARINI – 30/04/2020

Gramsci e la fede nello studio: un esempio per i giovani e i rottamatori dei diritti sociali
83 anni fa moriva Antonio Gramsci. Resteranno nella memoria le lettere e i quaderni dal carcere, La questione meridionale, ma anche la fede nell’istruzione e in una scuola davvero inclusiva, senza diseguaglianze

Gramsci e la fede nello studio: un esempio per i giovani e i rottamatori dei diritti sociali
83 anni fa moriva Antonio Gramsci. Resteranno nella memoria le lettere e i quaderni dal carcere, La questione meridionale, ma anche la fede nell’istruzione e in una scuola davvero inclusiva, senza diseguaglianze

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Oggi ricorre l’anniversario della morte di Antonio Gramsci, esempio di intellettuale impegnato che credeva fermamente nell’istruzione e in una scuola senza diseguaglianze. La sua vita dovrebbe spingere a comprendere l’importanza del diritto allo studio
FRANCESCO CARINI – 27/04/2020

Signore e signori, è Una vita difficile. Riflessioni su giornalismo e intellettuali in una società diseguale
Il giornalismo può essere un’ancora di salvezza, nonostante possa essere influenzato da: ritorsioni, diseguaglianze e potere politico ed economico. Risi e Germi lo mostrano in due capolavori

Signore e signori, è Una vita difficile. Riflessioni su giornalismo e intellettuali in una società diseguale
Il giornalismo può essere un’ancora di salvezza, nonostante possa essere influenzato da: ritorsioni, diseguaglianze e potere politico ed economico. Risi e Germi lo mostrano in due capolavori

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Giornalisti e intellettuali impegnati e seri ce ne sono stati e ci sono anche oggi, ma spesso sono ostacolati da interessi politici o economici, e purtroppo, dove vige la legge del più forte (economicamente o a livello di immagine pubblica), “farli fuori” e boicottarli non è difficile. Il cinema ce lo mostra e ci aiuta a riflettere.
FRANCESCO CARINI – 23/04/2020

87 anni fa nasceva Gian Maria Volonté, 6 anni dopo la condanna a morte di Sacco e Vanzetti
Il 9 aprile è un giorno particolare, che accomuna due vittime della malagiustizia americana e un grande attore, simbolo dell'impegno civile e politico, che combatté attraverso il suo lavoro contro le ingiustizie

87 anni fa nasceva Gian Maria Volonté, 6 anni dopo la condanna a morte di Sacco e Vanzetti
Il 9 aprile è un giorno particolare, che accomuna due vittime della malagiustizia americana e un grande attore, simbolo dell'impegno civile e politico, che combatté attraverso il suo lavoro contro le ingiustizie

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Il 9 aprile nasce Gian Maria Volonté, simbolo del cinema impegnato in Italia. Il Maestro è uno di quegli attori che optarono per un certo tipo di cinema, portando avanti attraverso il loro lavoro delle istanze politiche fondamentali per il miglioramento della società e per la presa di coscienza da parte del pubblico dei propri diritti e del recente passato del loro paese. Volonté ha interpretato sempre ruoli di spessore: il tenente Ottolenghi in Uomini contro, Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli, Salvatore Laurana in A ciascuno il suo, l’anarchico Vanzetti nel film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, …
FRANCESCO CARINI – 09/04/2020

La mafia sfrutta la fame? Non ci voleva il Coronavirus per scoprirlo. Ricordiamo Pippo Fava e guardiamo La violenza: quinto potere
Le mafie hanno sempre sfruttato la povertà di cittadini indigenti per i loro obiettivi. Guardare l’opera di Vancini, tratta dalla pièce di Pippo Fava, può solo aiutare a comprenderne il dramma

La mafia sfrutta la fame? Non ci voleva il Coronavirus per scoprirlo. Ricordiamo Pippo Fava e guardiamo La violenza: quinto potere
Le mafie hanno sempre sfruttato la povertà di cittadini indigenti per i loro obiettivi. Guardare l’opera di Vancini, tratta dalla pièce di Pippo Fava, può solo aiutare a comprenderne il dramma

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Le mafie potranno rinforzarsi per l’emergenza determinata dalla diffusione del Coronavirus, a causa dell’impoverimento di larghe fasce dei cittadini italiani. La miseria è sempre stata sfruttata dal crimine organizzato e i timori da parte delle autorità e della politica sarebbero dovuti arrivare ben prima. La mafia, sia in Sicilia che altrove, conscia dell’assenza o della scarsa presenza di un efficiente stato sociale, ha spesso trovato terreno fertile fra gli strati più deboli della popolazione, facendo leva sui bisogni primari non di rado connessi alla sussistenza, assoldando manovalanza sfruttata e spremuta come limoni.
FRANCESCO CARINI – 07/04/2020

Emergenza Covid-19 e rischi per la psiche: «precarietà economica e abitativa rappresentano bombe ad orologeria». Parola all’esperto
In un momento di grave crisi economica e sociale, il dott. Ugo Zamburru illustra rischi e speranze per milioni di cittadini

Emergenza Covid-19 e rischi per la psiche: «precarietà economica e abitativa rappresentano bombe ad orologeria». Parola all’esperto
In un momento di grave crisi economica e sociale, il dott. Ugo Zamburru illustra rischi e speranze per milioni di cittadini

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L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova tutti gli Italiani, ma chi sta soffrendo maggiormente le misure restrittive sono coloro che vivono in condizioni socio-economiche svantaggiate. Le ripercussioni della quarantena cominciano a farsi vedere e il dott. Zamburru ce ne spiega le ragioni.
FRANCESCO CARINI – 31/03/2020

Di mobbing, bossing e straining si può morire: difendersi è un dovere. Parola all’esperto
Dall’università alle fabbriche, dalle scuole alle multinazionali, mobbing e straining costituiscono gravi minacce all’integrità psicofisica dei lavoratori

Di mobbing, bossing e straining si può morire: difendersi è un dovere. Parola all’esperto
Dall’università alle fabbriche, dalle scuole alle multinazionali, mobbing e straining costituiscono gravi minacce all’integrità psicofisica dei lavoratori

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Mobbing e straining costituiscono gravi minacce all’integrità psicofisica dei lavoratori e, nei casi più gravi, possono condurre anche al suicidio. Riconoscere e combattere questi fenomeni è difficile, ma certamente non impossibile.
FRANCESCO CARINI – 21/02/2020

Joker resterà un simbolo e la diseguaglianza ne è uno fra i motivi principali
Nella società delle diseguaglianze, Joker rischia di diventare il simbolo di milioni di persone dimenticate da: politica, media e società

Joker resterà un simbolo e la diseguaglianza ne è uno fra i motivi principali
Nella società delle diseguaglianze, Joker rischia di diventare il simbolo di milioni di persone dimenticate da: politica, media e società

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In una società caratterizzata dalle diseguaglianze, Joker è amato e diventa un simbolo perché “rappresenta” milioni di persone che quotidianamente vivono allo stremo, dimenticate dai media, dalla politica e dalla società.
FRANCESCO CARINI – 02/01/2020

Dramma povertà infantile: riscopriamo il “Trittico napoletano” di “Signore e signori, buonanotte”
In particolare, l'episodio Sinite parvulos delinea come la povertà infantile possa raggiungere livelli estremi

Dramma povertà infantile: riscopriamo il “Trittico napoletano” di “Signore e signori, buonanotte”
In particolare, l'episodio Sinite parvulos delinea come la povertà infantile possa raggiungere livelli estremi

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In Italia, milioni di bambini vivono in povertà, condannati a un’esistenza di stenti. Il cinema può aiutare a comprenderne il dramma e Signore e signori, buonanotte lo fa in pieno.
FRANCESCO CARINI – 01/12/2019

Pier Paolo Pasolini e il racconto degli ultimi: per capirne la grandezza guardiamo Accattone e Mamma Roma
Quarantaquattro anni fa, la tragica morte del maestro friulano ha lasciato un baratro incolmabile nella cultura italiana

Pier Paolo Pasolini e il racconto degli ultimi: per capirne la grandezza guardiamo Accattone e Mamma Roma
Quarantaquattro anni fa, la tragica morte del maestro friulano ha lasciato un baratro incolmabile nella cultura italiana

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Dall’esordio con il film Accattone e, l’anno successivo, con Mamma Roma, il maestro friulano ha saputo descrivere come pochi il dramma della povertà e di una redenzione quasi impossibile per chi viene da determinati contesti disagiati.
FRANCESCO CARINI – 01/11/2019

Per capire cos’è il coraggio, ricordiamo Giancarlo Siani e guardiamo Fortapàsc
A distanza di 34 anni dalla sua morte, Siani resta un simbolo della lotta seria alla criminalità organizzata, in un paese in cui le parate contano più dell’impegno concreto

Per capire cos’è il coraggio, ricordiamo Giancarlo Siani e guardiamo Fortapàsc
A distanza di 34 anni dalla sua morte, Siani resta un simbolo della lotta seria alla criminalità organizzata, in un paese in cui le parate contano più dell’impegno concreto

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Giancarlo Siani fu ucciso fisicamente il 23/09/1985, ma il suo ricordo non muore, grazie anche (non solo) al cinema. Ma per onorarne davvero la morte, si deve lottare nel piccolo ogni giorno, non lasciando soli chi combatte la Mafia in vita.
FRANCESCO CARINI – 22/09/2019

Il primo maggio sia la festa dei lavoratori, non del precariato e dello sfruttamento
Con una minor tutela dei diritti sociali delle fasce più deboli, diseguaglianze e clientelismo rischiano di incrementare

Il primo maggio sia la festa dei lavoratori, non del precariato e dello sfruttamento
Con una minor tutela dei diritti sociali delle fasce più deboli, diseguaglianze e clientelismo rischiano di incrementare

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Produttività, efficienza e consumatore sono i vocaboli che stanno sostituendo quello di umanità e di persona. La graduale destrutturazione della macchina dei diritti sociali, frutto di decenni di lotte e battaglie di civiltà, ha permesso e permette lo spostamento del potere reale nelle mani di pochi, rischiando sempre più di trasformare i diritti in concessioni.
FRANCESCO CARINI – 01/05/2019

Per salvare il sogno dell’unità europea, i politici non dimentichino i danni dell’Austerity e rileggano Il Manifesto di Ventotene

Per salvare il sogno dell’unità europea, i politici non dimentichino i danni dell’Austerity e rileggano Il Manifesto di Ventotene

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Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna, di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era farà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Questo incipit è tratto dal “Manifesto di Ventotene”, saggio scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, che vedevano in una federazione di stati realmente democratici l’argine contro la crisi della civiltà europea che aveva condotto ai totalitarismi. Una nuova rinascita europea sarebbe dovuta partire proprio dalla lotta alle disuguaglianze.
FRANCESCO CARINI – 17/04/2019

La famiglia piccolo borghese al tempo della crisi
Familismo non significa famiglia. Quando la crisi e la ricerca dell’interesse per i propri parenti finisce con il danneggiare la collettività

La famiglia piccolo borghese al tempo della crisi
Familismo non significa famiglia. Quando la crisi e la ricerca dell’interesse per i propri parenti finisce con il danneggiare la collettività

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Oltre a lamentarsi o a dispensare consigli, cosa fanno le famiglie di ceto medio, con lavori a tempo indeterminato frutto “infornate” da Prima Repubblica? La famiglia italiana media perde sempre più quel valore civile o di solidarietà, e agisce come in un nuovo (o mai morto) feudalesimo, rischiando di costituire una nuova forma di tacito servilismo in cui proprio le famiglie hanno le loro colpe, dal momento che i risultati disastrosi di oggi sono dovuti ai silenzi e al disinteressamento del passato.

Razzisti italiani fra ignoranza, rabbia e memoria corta: il pericolo esiste e va combattuto nella sua complessità
La storia insegna che quello italiano è stato uno fra i popoli più discriminati per le loro condizioni socio-economiche, ma ciò non ferma i razzisti

Razzisti italiani fra ignoranza, rabbia e memoria corta: il pericolo esiste e va combattuto nella sua complessità
La storia insegna che quello italiano è stato uno fra i popoli più discriminati per le loro condizioni socio-economiche, ma ciò non ferma i razzisti

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«In Italia non c’è posto per voi», «tornatevene al vostro paese». Queste sono fra le bestialità che si leggono maggiormente su alcune pagine dei social network, dove si arriva persino ad inneggiare alla costruzione di lager per immigrati. Ma, con milioni di connazionali che hanno avuto parenti e amici all’estero, molti dei quali costretti a vivere condizioni discriminatorie, è normale accanirsi su della povera gente dopo quello che hanno passato i nostri avi e che rischieranno di subire i nostri figli?
FRANCESCO CARINI

La laurea logora chi non ce l’ha
Lo studio é il solo mezzo che permette ai cittadini di avanzare socialmente, ma la politica e buona parte dei diseredati non la ritengono una priorità

La laurea logora chi non ce l’ha
Lo studio é il solo mezzo che permette ai cittadini di avanzare socialmente, ma la politica e buona parte dei diseredati non la ritengono una priorità

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In molti ambienti, una delle frasi più in voga è: «ma a che serve l’università?».
A parte le colpe ascrivibili alla politica, la causa della spaccatura fra chi può studiare e chi no è da attribuirsi a quelle famiglie a basso reddito che non spingono affinché i propri ragazzi aspirino ai più alti livelli dell’istruzione. Nel 2012, la possibilità di laurearsi per il figlio di un operaio con la sola scuola dell’obbligo era otto volte più bassa rispetto al figlio di persone laureate.

Il mobbing e lo straining ai tempi della crisi
Mobbing e straining sono patologie in diffusione, non solo in ambiente professionale. Difendersi tramite la legge è un diritto, denunciare è un dovere

Il mobbing e lo straining ai tempi della crisi
Mobbing e straining sono patologie in diffusione, non solo in ambiente professionale. Difendersi tramite la legge è un diritto, denunciare è un dovere

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In uno stato di precarietà professionale crescente, in cui il tempo indeterminato appare come una chimera, anche se in alcuni ambienti viene fatto passare per una forma di arretratezza culturale piuttosto che per un elemento necessario a costruirsi una vita normale, si sente parlare sempre più di mobbing e straining. Denunciare questi fenomeni è un diritto e un dovere, perché nessuno si può permettere di rovinare la vita di altre persone con azioni volte a distruggere l’immagine sociale e l’autostima.

Stress e “Sindrome del cuore infranto”: binomio pericoloso
Si può morire di stress e di dispiacere? La sindrome del “cuore infranto” può causare gravi limitazioni a chi ne è affetto, fino ad ucciderlo

Stress e “Sindrome del cuore infranto”: binomio pericoloso
Si può morire di stress e di dispiacere? La sindrome del “cuore infranto” può causare gravi limitazioni a chi ne è affetto, fino ad ucciderlo

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La Sindrome del cuore infranto è considerata una malattia rara, i cui sintomi vanno dal dolore toracico alla dispnea, ad altri in comune con l’infarto. Se curata tempestivamente, può non arrecare danni permanenti. Le sue cause non sono state definite con certezza, ma è stato riscontrato nell’anamnesi della maggior parte dei pazienti un periodo prolungato di stress emotivo, causa di un’iperattivazione del sistema simpatico, che porta anche a un cosiddetto “stordimento” del miocardio.

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