Educazione Civica Integrata

Educazione civica integrata (o integrale, parafrasando Jacques Maritain) è un “metodo” ideato da Francesco Carini (autore del blog Homo Sum), legato ad alcune attività portate avanti durante l’insegnamento dell’educazione civica e alla legalità in Istituti di Istruzione secondaria di II grado di Palermo, sviluppate attorno a esperienze caratterizzate da un approccio differente per la diversa fascia di età dei discenti e per la varietà dei contesti analizzati. Dopo varie analisi e riflessioni, e anche sulla base di precedenti articoli pubblicati e incentrati su: vittime di mafia, educazione alla legalità e sensibilizzazione ai pericoli di mobbing, bullismo e diffamazione, ha messo in pratica una formula da lui appunto definita educazione civica integrata, proprio perché basata sulla trattazione di più fenomeni interconnessi, partendo da un approccio olistico e, al contempo, interdisciplinare. Come spiegato nell’articolo “Sii credibile, i picciotti ti guardano”. Memorie di un supplente fra “educazione civica integrata” e sete di giustizia sociale per i suoi ragazzi, pubblicato sul n. 27 della rivista scientifica Humanities (e di cui si riporta il testo anche su Homo Sum), tali fenomeni sono stati analizzati da un lato attraverso le riflessioni degli alunni e, dall’altro lato, tramite materiale da lui scritto, pubblicato e legato alla biografia di alcune vittime dimenticate di mafia, quali Pasquale Almerico (diffamato e “mascariato” per anni in vita, prima di essere trucidato a colpi di armi da fuoco). Non è stata commessa l’ingenuità di dire: sei un diffamatore, quindi sei mafioso, però sono stati associati elementi tipici di una cultura paramafiosa che hanno determinato in negativo il supplizio di vittime di mafia (che si trovano pure in altri contesti e situazioni, anche insospettabili). Sono stati coniugati due punti dell’art. 1 comma 7 della legge 107/2015, insieme a più punti dell’art. 3 comma 1 della L. 92/2019 (per maggiori dettagli, leggere il suddetto articolo).
Educare alla legalità non significa educare al legalismo (che porta al rispetto formale delle varie procedure, ma può spesso essere accompagnato da apparenza, omertà e fine calcolo a scopo difensivo o ritorsivo), e non è neanche sinonimo di partecipazione sterile a parate o eventi mainstream (senza una piena cultura della legalità e della giustizia sociale da parte degli educatori), in particolare quando questi vengono associati solo a fenomeni di vetrinizzazione sociale, aspetto in contrapposizione rispetto alla sentita fede negli ideali che hanno condotto eroi più o meno noti a combattere il crimine organizzato, sia armato che dei colletti bianchi. Si dovrebbe essere credibili, non solo credenti, parafrasando le parole del giudice Rosario Livatino, poiché diventa grottesco, oltre che immorale, farsi riprendere davanti a murales raffiguranti i giudici Falcone e Borsellino per poi voltare lo sguardo davanti a situazioni quali corruzione o comportamenti confinanti con una subcultura mafiosa, per raggiungere livelli infimi nei casi in cui si usano “recite antimafia” di ignari minorenni per sponsorizzare scuole formalmente in prima linea nelle manifestazioni a tema, ma dove la legalità può essere un valore ad orologeria (come per altre temi). L’obiettivo dell’Educazione civica integrata è quello di formare gli individui (discenti, educatori, burocrati e cittadini) nell’intimo, non (tanto) nella forma.
Vuoi conoscere l’autore? Visita la pagina Chi sono.
Vuoi avere maggiori info su “Educazione Civica Integrata”? Scrivici qui: Contatti, oppure scrivi alla web master e social media manager Alessia Campisi.
I nostri tag: #EducazioneCivicaIntegrata #ECI #HomoSum #Ilcinemaspiega #idirittiattraversoilcinema #ilcinemaspiegaidiritti #lottaallamafiaconilcinema
