Sia la giornata della legalità e della vera lotta alla mafia, non dell’ipocrisia
Combattere contro la Mafia significa anche lottare a favore della giustizia sociale per tutti i cittadini, affinché non si debbano piegare per diritti che dovrebbero essere dovuti per legge. La lotta alla mafia non può essere confusa con una legalità da azzeccagarbugli o con il rigido rispetto di regole che tutelano solo lo status quo

Sia la giornata della legalità e della vera lotta alla mafia, non dell’ipocrisia
Combattere contro la Mafia significa anche lottare a favore della giustizia sociale per tutti i cittadini, affinché non si debbano piegare per diritti che dovrebbero essere dovuti per legge. La lotta alla mafia non può essere confusa con una legalità da azzeccagarbugli o con il rigido rispetto di regole che tutelano solo lo status quo

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Il 23 maggio ricorre l’anniversario della strage di Capaci, in cui Cosa Nostra uccise barbaramente Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. È giusto commemorare le vittime di mafia e ricordare sempre cosa la mafia ha fatto a uomini onesti (come Pio La Torre, Giancarlo Siani, Salvatore Carnevale, e molti altri), che hanno tentato di estirpare questo cancro e di difendere i diritti dei cittadini e dei lavoratori. Ma la lotta alla mafia non si può fare solo con commemorazioni, ma, come diceva Pippo Fava, anche educando i giovani a non scendere a compromessi per ottenere un loro diritto, ad opporsi al clientelismo e ai favoritismi. È necessaria una rivoluzione culturale per opporsi alla “montagna di merda”, come la definiva Peppino Impastato.
FRANCESCO CARINI – 22/05/2020

Gramsci e la fede nello studio: un esempio per i giovani e i rottamatori dei diritti sociali
83 anni fa moriva Antonio Gramsci. Resteranno nella memoria le lettere e i quaderni dal carcere, La questione meridionale, ma anche la fede nell’istruzione e in una scuola davvero inclusiva, senza diseguaglianze

Gramsci e la fede nello studio: un esempio per i giovani e i rottamatori dei diritti sociali
83 anni fa moriva Antonio Gramsci. Resteranno nella memoria le lettere e i quaderni dal carcere, La questione meridionale, ma anche la fede nell’istruzione e in una scuola davvero inclusiva, senza diseguaglianze

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Oggi ricorre l’anniversario della morte di Antonio Gramsci, esempio di intellettuale impegnato che credeva fermamente nell’istruzione e in una scuola senza diseguaglianze. La sua vita dovrebbe spingere a comprendere l’importanza del diritto allo studio
FRANCESCO CARINI – 27/04/2020

La mafia sfrutta la fame? Non ci voleva il Coronavirus per scoprirlo. Ricordiamo Pippo Fava e guardiamo La violenza: quinto potere
Le mafie hanno sempre sfruttato la povertà di cittadini indigenti per i loro obiettivi. Guardare l’opera di Vancini, tratta dalla pièce di Pippo Fava, può solo aiutare a comprenderne il dramma

La mafia sfrutta la fame? Non ci voleva il Coronavirus per scoprirlo. Ricordiamo Pippo Fava e guardiamo La violenza: quinto potere
Le mafie hanno sempre sfruttato la povertà di cittadini indigenti per i loro obiettivi. Guardare l’opera di Vancini, tratta dalla pièce di Pippo Fava, può solo aiutare a comprenderne il dramma

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Le mafie potranno rinforzarsi per l’emergenza determinata dalla diffusione del Coronavirus, a causa dell’impoverimento di larghe fasce dei cittadini italiani. La miseria è sempre stata sfruttata dal crimine organizzato e i timori da parte delle autorità e della politica sarebbero dovuti arrivare ben prima. La mafia, sia in Sicilia che altrove, conscia dell’assenza o della scarsa presenza di un efficiente stato sociale, ha spesso trovato terreno fertile fra gli strati più deboli della popolazione, facendo leva sui bisogni primari non di rado connessi alla sussistenza, assoldando manovalanza sfruttata e spremuta come limoni.
FRANCESCO CARINI – 07/04/2020

Dramma povertà infantile: riscopriamo il “Trittico napoletano” di “Signore e signori, buonanotte”
In particolare, l'episodio Sinite parvulos delinea come la povertà infantile possa raggiungere livelli estremi

Dramma povertà infantile: riscopriamo il “Trittico napoletano” di “Signore e signori, buonanotte”
In particolare, l'episodio Sinite parvulos delinea come la povertà infantile possa raggiungere livelli estremi

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In Italia, milioni di bambini vivono in povertà, condannati a un’esistenza di stenti. Il cinema può aiutare a comprenderne il dramma e Signore e signori, buonanotte lo fa in pieno.
FRANCESCO CARINI – 01/12/2019

Sciacallaggio mediatico sull’omicidio di una brava persona. La storia insegna, ma gli italiani dimenticano
La morte di una brava persona strumentalizzata a scopi propagandistici, non solo fomenta l'odio razziale, ma mette in risalto come parte degli italiani abbia dimenticato ciò che i propri connazionali hanno subito

Sciacallaggio mediatico sull’omicidio di una brava persona. La storia insegna, ma gli italiani dimenticano
La morte di una brava persona strumentalizzata a scopi propagandistici, non solo fomenta l'odio razziale, ma mette in risalto come parte degli italiani abbia dimenticato ciò che i propri connazionali hanno subito

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Ciò che si è sviluppato attorno all’omicidio del carabiniere Mario Cerciello sembra più un incubo che realtà. La morte di una brava persona strumentalizzata a scopi propagandistici, non solo fomenta l’odio razziale, ma mette in risalto come parte degli italiani abbia dimenticato ciò che i propri connazionali hanno subito.
FRANCESCO CARINI – 27/07/2019

Il paese delle “Iene” e dei “Gattopardi” non merita Paolo Borsellino

Il paese delle “Iene” e dei “Gattopardi” non merita Paolo Borsellino

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Per portare avanti il sogno di Falcone e Borsellino (senza dimenticare tutti i sindacalisti e politici onesti uccisi nel corso di più di un secolo) è necessario un movimento culturale, al di fuori di ogni logica partitica, che parta dalle scuole, oltre ad azioni concrete che non permettano alla Mafia (soprattutto a quella in giacca e cravatta) di poter giocare sulla fame di lavoro e sul fatalismo di milioni di individui costretti o semplicemente abituati a pensare che mai nulla cambierà.
FRANCESCO CARINI – 17/07/2019

Bambina “punita” perché i genitori non pagano la mensa. Cosa avrebbe pensato Gian Maria Volonté dell’Italia di oggi?

Bambina “punita” perché i genitori non pagano la mensa. Cosa avrebbe pensato Gian Maria Volonté dell’Italia di oggi?

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Il caso della bambina lasciata a fine marzo a tonno e cracker perché i genitori, indigenti, non hanno potuto pagare la retta, ha scandalizzato l’opinione pubblica. Oggi Gian Maria Volonté, attore impegnato per eccellenza, avrebbe festeggiato il suo 86esimo compleanno. Probabilmente, non sarebbe contento dell’attuale situazione italiana.
FRANCESCO CARINI – 09/04/2019

Il razzismo è insensato. Studiamo e riflettiamo con Il cammino della speranza e Itaker – Vietato agli italiani

Il razzismo è insensato. Studiamo e riflettiamo con Il cammino della speranza e Itaker – Vietato agli italiani

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Grazie alla genetica si può affermare che l’idea di razza è superata e che fra gli uomini esiste solo la razza umana. Il razzismo di parte degli italiani, dimostra che hanno dimenticato cosa hanno dovuto passare nei decenni scorsi i nostri avi. Il cinema, grazie al suo forte impatto, può aiutare a rinfrescarci la memoria su chi siamo stati.
FRANCESCO CARINI- 25/03/2019

La famiglia piccolo borghese al tempo della crisi
Familismo non significa famiglia. Quando la crisi e la ricerca dell’interesse per i propri parenti finisce con il danneggiare la collettività

La famiglia piccolo borghese al tempo della crisi
Familismo non significa famiglia. Quando la crisi e la ricerca dell’interesse per i propri parenti finisce con il danneggiare la collettività

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Oltre a lamentarsi o a dispensare consigli, cosa fanno le famiglie di ceto medio, con lavori a tempo indeterminato frutto “infornate” da Prima Repubblica? La famiglia italiana media perde sempre più quel valore civile o di solidarietà, e agisce come in un nuovo (o mai morto) feudalesimo, rischiando di costituire una nuova forma di tacito servilismo in cui proprio le famiglie hanno le loro colpe, dal momento che i risultati disastrosi di oggi sono dovuti ai silenzi e al disinteressamento del passato.

Razzisti italiani fra ignoranza, rabbia e memoria corta: il pericolo esiste e va combattuto nella sua complessità
La storia insegna che quello italiano è stato uno fra i popoli più discriminati per le loro condizioni socio-economiche, ma ciò non ferma i razzisti

Razzisti italiani fra ignoranza, rabbia e memoria corta: il pericolo esiste e va combattuto nella sua complessità
La storia insegna che quello italiano è stato uno fra i popoli più discriminati per le loro condizioni socio-economiche, ma ciò non ferma i razzisti

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«In Italia non c’è posto per voi», «tornatevene al vostro paese». Queste sono fra le bestialità che si leggono maggiormente su alcune pagine dei social network, dove si arriva persino ad inneggiare alla costruzione di lager per immigrati. Ma, con milioni di connazionali che hanno avuto parenti e amici all’estero, molti dei quali costretti a vivere condizioni discriminatorie, è normale accanirsi su della povera gente dopo quello che hanno passato i nostri avi e che rischieranno di subire i nostri figli?
FRANCESCO CARINI

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