Le manifestazioni non bastano: senza giustizia sociale non si contrastano le mafie
Si organizzano parate e cerimonie volte a commemorare le vittime di mafia, ma spesso si dimentica che il motivo per cui migliaia di cittadini si avvicinano al crimine organizzato, costituendone la manovalanza, è l’indigenza economica, che toglie speranze e dignità. Lottare per la giustizia sociale è fondamentale per sconfiggere le Mafie

Le manifestazioni non bastano: senza giustizia sociale non si contrastano le mafie
Si organizzano parate e cerimonie volte a commemorare le vittime di mafia, ma spesso si dimentica che il motivo per cui migliaia di cittadini si avvicinano al crimine organizzato, costituendone la manovalanza, è l’indigenza economica, che toglie speranze e dignità. Lottare per la giustizia sociale è fondamentale per sconfiggere le Mafie

Per combattere davvero la mafia, occorre garantire, come diceva Pippo Fava, giustizia sociale al paese. È necessaria un’azione volta a eliminare le diseguaglianze, perché la mafia sfrutta la fame e trova manovalanza tra i disperati e gli strati più indigenti della popolazione.
Le commemorazioni servono per mantenere vivo il ricordo di coloro che hanno dato la vita per estirpare questo cancro, ma serve un grande impegno per garantire pari diritti e dignità a tutti i cittadini.
FRANCESCO CARINI – 21/03/2021

SOS Ingiurie, diffamazioni ed hate speech: fenomeno grave, ma può essere contrastato. Parola alla giurista
Via web appare come una situazione fuori controllo, ma ingiurie, diffamazioni e violazioni della privacy (es. revenge porn) costituiscono fenomeni che possono e devono essere contrastati denunciando e ricorrendo alla legge. L’avv. Sonia Randazzo ne parla in modo approfondito su Homo Sum

SOS Ingiurie, diffamazioni ed hate speech: fenomeno grave, ma può essere contrastato. Parola alla giurista
Via web appare come una situazione fuori controllo, ma ingiurie, diffamazioni e violazioni della privacy (es. revenge porn) costituiscono fenomeni che possono e devono essere contrastati denunciando e ricorrendo alla legge. L’avv. Sonia Randazzo ne parla in modo approfondito su Homo Sum

Le ingiurie, la calunnia, la diffamazione possono causare gravi danni alla reputazione di una persona. Sono reati gravi e la loro forza aumenta grazie ai social media che permettono di far arrivare velocemente un messaggio a milioni di persone e in tutto il mondo. Denunciare gli haters e chi commette questi reati è importante. L’avvocato Sonia Randazzo ce ne parla per la rubrica Parola all’esperto, con una panoramica su altri fenomeni quali hate speech e revenge porn.
FRANCESCO CARINI – 17/05/2020

Un uomo da bruciare. La lotta alla mafia di Salvatore Carnevale fra cinema e realtà
Nel 1962, Gian Maria Volonté interpretò il ruolo di Salvatore Carnevale (ucciso dalla mafia) nel film dei fratelli Taviani e Valentino Orsini, portando ulteriormente alla ribalta la vicenda, già nota anche grazie al romanzo "Le parole sono pietre" di Carlo Levi

Un uomo da bruciare. La lotta alla mafia di Salvatore Carnevale fra cinema e realtà
Nel 1962, Gian Maria Volonté interpretò il ruolo di Salvatore Carnevale (ucciso dalla mafia) nel film dei fratelli Taviani e Valentino Orsini, portando ulteriormente alla ribalta la vicenda, già nota anche grazie al romanzo "Le parole sono pietre" di Carlo Levi

Salvatore Carnavale era un giovane onesto che credeva nei diritti. Aveva partecipato alle lotte per l’occupazione delle terre da parte dei contadini e organizzato uno sciopero a favore della giornata lavorativa di 8 ore. Con queste azioni volte a contrastare le diseguaglianze e far valere i diritti dei lavoratori si schierò contro la Mafia, che prima cercò di “comprarlo” e poi, non riuscendoci, lo uccise. Per la sua morte, avvenuta il 16 maggio 1955, non è stata fatta giustizia. Il cinema, coniugando elementi di finzione e di realtà, ci racconta chi era attraverso uno straordinario Gian Maria Volonté in Un uomo da bruciare.
FRANCESCO CARINI – 14/05/2020

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